Que viva Galileo

Bene, la visita del Papa alla Sapienza è annullata.

Non posso che essere felice di questa decisione: l’ho sempre considerata una provocazione bella e buona.

Che ci sarebbe andato a fare un Papa (QUESTO Papa) in una Università pubblica di uno Stato che in teoria si dichiara laico?

L’attacco clericale e l’ingerenza (politica, non solamente morale) della  Chiesa sulle questioni italiane è manifesta da molto tempo.

Serviva un casus belli per poter entrare ancor più pesantemente nelle nostre questioni, e finalmente lo hanno trovato, creato e gestito.

Hanno raggiunto lo scopo: inscenare la visita e poi dichiararsi “costretti” a rinunciarvi, per questioni legate alla sicurezza e alla contestazione.

Ovviamente il mondo politico e accademico laico ci è cascato a piè pari, nella trappola, dimostrando una volta di più la miopia strategica di quanti siedono oggi ai posti di comando.

Adesso verranno a parlarci di oscurantismo, di censura nella libera circolazione delle idee, magari anche di terrorismo ideologico.

La visita del Papa (QUESTO Papa) sarebbe stata contestata, ma non credo che nessuno di coloro che si stavano muovendo per opporsi in qualche forma avrebbe minato in qualsiasi modo la sicurezza personale e protocollare di un’alta personalità.

Non sono più i tempi delle contestazioni violente, a meno che non vengano innescate ad arte..

Adesso viene il momento degli affondi in sede politica, una scena già vista e rivista, fomentati dal modo di condurre l’informazione così come siamo ormai abituati a vederla in Italia (mirabile ed esemplare il servizio del Tg2 delle 20.30 di ieri sera. Degno di una tv pubblica, da esserne orgogliosi).

Ah, dimenticavo una cosa.

Se per caso vi ritrovaste ad essere un premio Nobel per la pace, e di mestiere faceste il Dalai Lama, non aspettatevi di essere accolti in Vaticano con grandi onori.. non aspettatevelo proprio.

~ di badnightcafé su Gennaio 16, 2008.

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